mercoledì 26 luglio 2017

hard times

In questa sessione ho dato tre esami, ne ho passati due e ne ho accettato uno soltanto.
Perché? Perché onestamente una materia mi faceva schifo e nell'altra potevo dare molto di più. Perché non sarei chi sono se non pretendessi da me stessa tutto quello che posso ottenere.
Però è difficile comportarsi così, è difficile scegliere di farti definire o da un voto che non pensi ti rifletta davvero o da un fallimento che ti farà perdere tempo.
Due sere fa riflettevo, come sempre dopo una batosta, e mi è venuta in mente una cosa molto, molto importante. Che non penso abbastanza spesso, probabilmente. E sarebbe: che cosa posso imparare da questa esperienza?
E' molto facile abbattersi, autocommiserarsi e perdere il punto della situazione quando si riceve una delusione. E' facile soprattutto quando non si ha una reale cognizione del proprio valore, o la si assimila ai voti e ai successi che di volta in volta si ottengono.
Quando mi sono posta questa domanda, quando non sono riuscita a piangere più di un paio di lacrime di frustrazione, ho capito che sto cambiando - da mesi, forse.
Piano piano si sta facendo strada in me la consapevolezza che io sono quel che sono, e quello che valgo, prima di dare un esame. Che sono quel che sono e quanto valgo a prescindere dall'esame. E questa è una cosa che ho imparato da quest'esperienza.
A settembre sarà dura studiare per quattro esami, ma sono fiduciosa. E lo sono perché, dopotutto, so di essere determinata, capace di ottenere quello che voglio, e di dover solo aggiustare il tiro.
Lo so perché ho percepito un contatto umano (immaginario o reale, chissà) coi professori degli esami che non ho passato. Lo so perché so quello che so.
E lo so perché forse, dopo vent'anni, sto finalmente facendo la conoscenza con me stessa.

Per il resto, mi godo questi pochi giorni di libertà prima di ricominciare a studiare.
Ieri sera ho rimesso a posto la mia camera, liberandomi finalmente delle cianfrusaglie e ridandole un aspetto che mi riflette (leggasi: ho disposto una sfilza di libri più alta di me sopra la libreria).
Stamattina ho letto, mi sono informata su un nuovo programma di allenamento che voglio iniziare, bevuto un sacco di acqua, preparato i volantini per le ripetizioni e scritto a una mia amica per vederla domani.
Non ho programmato tutto quello che farò quest'estate, e certe abitudini (tipo l'ansia sociale di accettare inviti e organizzarmi di conseguenza) sono dure a morire.
Però, però.
Sono tempi duri, ma ne uscirò al mio meglio.

Buone vacanze a tutti i lettori!

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