lunedì 5 dicembre 2016

nice try

Questa cosa del post a settimana non ha funzionato; me ne ricordo pure, ma poi penso "meglio domani, tanto non ho niente da fare". E poi escono fuori tremila cose da fare.
A pensarci, è un classico.
Forse dovrei mettermi a tavolino, diciamo, ogni lunedì, che tanto sto sempre e comunque a Roma (disse prima di tornare a casa per le vacanze di Natale).
Comunque, aggiornamenti da questo angolo di web ce ne sono, ma pochini.
Per esempio, ultimamente con Myosotis va molto meglio. Ci sono state alcune settimane di "boh", di incomunicabilità, di frustrazione per un momento di stallo, ma ora va meglio.
Anche con le coinquiline le cose si sono molto distese, e in particolare con Beps sto legando tantissimo. Ultimo elemento di legame: Harry Potter. Abbiamo rivisto insieme tutta la saga la scorsa settimana, e adesso stiamo andando in astinenza. Lei però ha ancora i libri, mentre io vorrei ricominciarli non appena finisco Le Benevole (che mi porto dietro come un cancro da fine agosto). Leggere mi manca così tanto! Finora ho avuto poco tempo perché ho provato a preparare un parziale (male ma non malissimo), ma torno a casa per il ponte e prevedo qualche giorno di totale astrazione.

Domani ho laboratorio: ho passato un'oretta a capire cosa fare (e soprattutto perché).
Non vedo l'ora di andare, e il campo della specializzazione si è ristretto ad Analitica e Inorganica.

Oggi è stata, tutto sommato, una bella giornata.
Alla fermata del bus c'era un vecchietto che ha intavolato una conversazione a partire dal tragitto deviato del nostro autobus (per lavori, hanno bloccato la strada che porta al seggio dove dovevo votare ieri. Ci ho messo quarantacinque minuti a fare avanti e indietro). Mi ha raccontato di essere stato un pilota di Alitalia e di aver viaggiato molto.
Ha detto una cosa che non mi è piaciuta: "In Australia non ho visto neanche un nero." come se fosse motivo di vanto. All'inizio mi sono mi sono molto raffreddata, ma ho taciuto.
Poi, piano piano, ho ritrattato. Non che la frase mi facesse di colpo piacere, ma il signore sembrava di buon cuore, soltanto un po' all'antica per certi aspetti. Era sinceramente contento di parlare con me, e io ho pensato che non potevo permettermi di giudicarlo per una cosa sbagliata che aveva detto. Era sveglio, perfino ironico (a un certo punto ha detto "Ce la faranno i nostri eroi?"), e molto gentleman. Non avrei potuto giudicarlo nemmeno sulla base delle cose che mi erano parse giuste, ma ho deciso di dargli il beneficio del dubbio.

Nel pomeriggio, poi, ho visto A Beautiful Mind e, tanto per cambiare, ho pianto. Non voglio descriverlo a parole, soltanto: guardatelo.

Amore, questo è per Te:
Sei la ragione per cui esisto. Sei tutte le mie ragioni. Grazie.

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