domenica 2 agosto 2015

workout stuff

Martedì scorso, mentre cercavo di leggere un passaggio odioso del libro "Via con te" (Adi Alsaid), ho sentito l'irresistibile impulso di fare moto.
Per quelli di voi che, per un motivo o per l'altro, mi conoscono abbastanza bene, risulterà sorprendente il mio desiderio di scollare il deretano dal divano. Ad ogni modo, ho fatto trenta minuti di esercizio - cinque di corsa alternati a cinque di potenziamento muscolare.
E da martedì ho continuato a fare moto tutti i giorni, prima per mezz'ora e poi per un'ora.
Ho scoperto tutta una serie di cose e ho fatto delle riflessioni che, sebbene contestualmente assurde, ho trovato illuminanti.
1. La competizione
Per me ci sono due tipi di competizione: quella positiva e quella negativa. Per quanto riguarda la prima, l'ho sperimentata andando in palestra con le mie amiche qualche anno fa. Ti spingi al massimo -una serie di addominali in più, cinque minuti di corsa veloce in più- per fare meglio di loro ma soprattutto meglio di te stesso. Non ci sono trucchi né premi in palio né disonestà, solo un eterno circolo virtuoso.* C'è anche uno studio che prova che la competizione positiva alza il rendimento delle persone.
Poi c'è quella negativa. Quand'ero più piccolina sono stata in palestra per due anni e la odiavo (ero da sola ed ero sempre stanca). Ero tutta un 'oddio non ce la faccio', 'scommetto che non riesco a finire i dieci minuti di cardio', 'me ne voglio andare il prima possibile', 'tanto questo esercizio lo faccio sempre male'. Infatti facevo sempre tutto poco e male e penso onestamente di aver sprecato un sacco di tempo con un atteggiamento tanto negativo da inficiare il miglioramento della mia salute.
2. L'esempio positivo
Giovedì e sabato ho fatto esercizio con i miei cugini più piccoli - di otto e undici anni - che hanno insistito per fare quello che facevo io. Ovviamente i risultati sfioravano il comico, dal momento che perfino per me, dopo tre anni di palestra e cinque con un'insegnante di educazione fisica davvero precisa, era difficile tenere in conto tutti i dettagli degli esercizi che volevo fare. Figurarsi cosa sia potuto succedere ai piccoli senza direttive precise!
La cosa che mi ha colpito moltissimo, però, è che loro purtroppo sono i classici bambini della loro generazione, fissati con la Nintendo DS o il tablet o il cellulare di turno. Nonostante questo, hanno preferito sacrificare oltre un'ora per fare esercizio con me, di loro spontanea volontà. Ho cercato di sfruttare al massimo la mia influenza su di loro: ho detto loro che correre fa bene ai polmoni, al cuore, al sangue, a prevenire le malattie, alla pelle, alle gambe e alla schiena, e ho fatto fare loro esercizi per stimolare la schiena a rimanere dritta.
So di non essere mai stata una campionessa sportiva o anche solo di motivazione per scendere dal divano, ma fare esercizio sta diventando importante per me. Vuol dire diventare sana, ottenere il corpo che desidero, poter mangiare di più, sentirmi soddisfatta di me stessa e anche dormire meglio, fra le altre cose. Mi fa piacere poter passare loro questo messaggio, per quanto io non sappia quanto a lungo resisterà.
3. L'energia, l'attività e (tanto per cambiare) la felicità
Ad ogni modo, quest'estate è davvero importante per me. Al momento lavoro in un negozio tutti i giorni, faccio moto e mi sto attivando per iscrivermi all'università. Quando c'è bisogno di fare qualcosa non posso permettermi di procrastinare, non se voglio che il negozio funzioni alla perfezione e che i bandi delle varie università non scadano.
Devo confrontarmi giornalmente con la mia repulsione per le chiamate e l'interazione sociale, devo uscire costantemente dalla mia comfort zone. Ma sapete cosa? E' positivo. Sono motivata, anche se dormo meno e mi stanco molto di più. Conosco un ragazzo che fa due lavori, uno di giorno e uno di sera. L'ultima volta che l'ho incontrato gli ho detto: "Ma non ti riposi mai!". Lui mi ha risposto: "Per quello avrò tempo quando sarò morto."
Ho sempre sentito un certo disagio buttando la mia giovinezza sul divano, e ora posso finalmente dire che l'attività è il giusto equilibrio per lo studio e la lettura. Ti fa sentire bene, capace, come se stessi davvero risolvendo problemi, competente e autonomo. Sono soddisfatta di riuscire a fare benzina al self service, di guidare, lavorare, sentirmi essenziale nella riuscita di qualcosa, sistemare aggeggi elettronici e attivarmi concretamente per il mio futuro economico e culturale.
Ho passato tantissimo tempo in vita mia a leggere, scrivere e studiare. Non lo rinnego e anzi, lo amo da morire, ma questo nuovo lato che sto scoprendo è leggero come una piuma e mi rende una persona molto migliore. Una persona felice.
Fate cose, vi prego. Fa sentire infinitamente bene.

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore. (Italo Calvino)

*Forse dovrei menzionare che per eccesso di zelo mi sono fatta male ad una gamba e non ho potuto muovermi per una settimana.

5 commenti:

  1. non ci conosciamo, ma ti seguo. perché abbiamo quasi la stessa età, perché io non vedo l'ora di finire il lliceo pur amandolo immensamente, perché in quel "fate cose" c'è tanto di quel che ho cercato di vivere io. E ora, con l'anno scolastico alle porte, ho paura: di ricadere preda dell'ansia, della paranoia, di tutto il ersto. Però mi dai un po' di speranza, sì...
    ti abbraccio, e spero di leggerti presto

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    1. Il quinto è un anno durissimo ma bellissimo: i legami con la classe si intensificano tantissimo, si conoscono nuove persone e nuovi aspetti delle persone che invece si sono incontrate anni prima...
      Cerca di viverlo al meglio; per qualsiasi cosa io ci sono ^^
      A presto

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    2. (Ho dato per scontato che tu avessi finito il quarto, ma anche se tu fossi ancora più giovincella in generale gli ultimi due anni sono i migliori. Se invece devi iniziare il terzo tieniti pronta, sarà un anno rivoluzionario!)

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