giovedì 9 aprile 2015

stuff

Da dicembre mi sono successe moltissime cose.
- Ho perso, ritrovato e perso il mio migliore amico.
Mi manca tanto adesso, ma quello che abbiamo passato mi ha distrutta. Non è stato giusto per nessuno dei due e ha segnato le nostre vite così negativamente che, se potessi tornare indietro, non rifarei niente di quello che ho fatto.
- Ho fatto orientamento nelle scuole medie.
E' stato divertente andare in giro con sette fumatori per ore a sviolinare su quanto ami la mia scuola (salvo poi pentirmene amaramente, questo liceo si sta impossessando di me).
- Ho passato la teoria della patente.
L'esame più ansiogeno in assoluto. Prepararsi da privatista ha significato una totale cecità su quello che mi aspettava, quindi ho passato i primi minuti a tremare incontrollabilmente (poi ho consegnato per prima e sono fuggita a gambe levate).
- Ho mantenuto una buona media.
- Ho avuto problemi di ansia.
Ma ansia brutta. Non so se patologica, dato che non mi sono fatta controllare, ma brutta. Ansia tale che non respiravo bene, che ho iniziato a prendere gocce di passiflora (inutili e schifose) per dormire, che avevo il battito irregolare, che scoppiavo a piangere incontrollabilmente anche per inezie, che il mio rendimento stava calando sensibilmente e mi mancava il solito sprint.
- Ho preparato l'open day.
- Ho perso una delle mie migliori amiche.
Sto lentamente cominciando a convivere con la cosa. Per certi versi la vedo più chiaramente, per altri la mia visione è distorta dal risentimento. Non voglio essere così. Non voglio perdere la serenità. Ho perso qualcosa di importantissimo, che non potrò rimpiazzare mai, nemmeno se potessi ricostruire il passato identico a se stesso. Se questo significa entrare nella vita adulta, capisco sempre meglio perché volessi istintivamente restare minorenne.
- Ho preparato uno spettacolo da recitare ad una manifestazione.
- Ho scelto su cosa fare la tesina.
Reciterò la lettera all'Illustre Sconosciuto come se fosse una raccolta di insegnamenti non scolastici. Wish me luck * auguratemi buona fortuna.
- Sono stata costretta a fare un progetto sulla Grande Guerra.
Dal mio preside. Che, fra l'altro, è una persona di rara maleducazione e ficcanasaggine.
- Ho scritto degli articoli di giornale.
Uno sullo Shirtgate e un altro sulla letteratura.
- Ho superato l'esame pratico della patente.
Sono felice. Non per la patente in sé, ma per il peso che mi sono tolta. Oltretutto non riuscendo a dormire ieri notte mi sono fatta una solida cultura di interessantissimi articoli di Efficacemente.
- Ho perso me stessa.
- Ho lottato per ritrovare me stessa.
Non ho ancora vinto e sospetto sia una guerra di posizione che potrebbe durare tutta la mia vita.
- Ho avuto una bellissima idea per una storia (anche se non ho avuto tempo di svilupparla bene).
I primi due capitoli sono su cinqueparole.

Questo non per essere poetica né niente, semplicemente per fare un po' il punto su quello che posso dire essere onestamente il periodo più brutto della mia vita.
Certo, ho approfondito l'amicizia con una bella persona, le mie altre migliori amiche mi sono state vicine, chi più chi meno, e sto per andare due giorni ad una premiazione del giornalino in Toscana.
Ma sto anche crescendo e mi sto scontrando con una realtà durissima che finora è riuscita a spaccarmi tutti i denti. Sto imparando che perdiamo le persone e le cose e falliamo in continuazione anche se forse non ce lo meritiamo. E' completamente casuale rispetto a noi (magari perfettamente sensato nel traffico universale di emozioni e reazioni), a prescindere dal nostro impegno.
Se vogliamo essere belle persone, dobbiamo farlo consapevoli dei calci sui denti che probabilmente prenderemo, senza sperare che chi siamo ci salvi da chi sono gli altri o da come funziona la vita.
Fa molto male e ancora non so come affrontare la demolizione di tutte le mie certezze, però sono viva. Sono qui, respiro, sono viva, e se sto toccando il fondo vuol dire che peggio di così non posso stare.