martedì 7 ottobre 2014

sulla bellezza

Negli ultimi anni ho avuto modo tante volte di riflettere sul concetto di bellezza.
Come si fa a dire che una cosa è bella? Perché quello che piace a me non piace a un altro? Perché i gusti cambiano, e come fanno?
Il mio concetto di bello si avvicina molto a quello di simmetria; e se i lineamenti sono snelli e marcati mi piacciono di più. Più uno ha le sopracciglia simmetriche, gli occhi simmetrici, il sorriso simmetrico, più mi piace. {Vedi anche: Dennis Dutton - Una teoria darwiniana sulla bellezza. Questa sarebbe la versione più figa, più elaborata e più scientifica della mia riflessione.}
Il rovescio della medaglia è che questo tipo di volti è tendenzialmente anonimo, scialbo, non mi rimane impresso per una caratteristica fisica estrosa.
Per questo motivo, qualche tempo fa, riflettevo che a volte un viso non convenzionale può colpirmi più di un viso 'bello'.
Per quanto concerne la seconda domanda, ho risolto che è un insieme di abitudine, ambiente sociale, ambiente familiare a determinare i gusti. L'idea di bello che la TV nazionale e i tuoi genitori e i giornali ti abituano a vedere continuamente è molto probabilmente anche l'idea di bello che imparerai ad apprezzare e a condividere.
{Vedi anche: questo articolo.}
La terza domanda: oltre all'ovvio accrescimento di esperienze e di bagaglio culturale, che comporta variazioni della propria idea di bello, ho pensato che in molti casi l'affetto per una persona ci induce a pensare che quella persona sia bella.
Non che sia un'impressione necessariamente falsata; probabilmente i nostri criteri di bellezza si modificano, adattandosi all'aspetto della persona.
Altro oggetto delle mie riflessioni è stato: ma io sono bella?
Partiamo dal presupposto che la maggior parte delle volte mi piaccio; sono però consapevole di non rispondere ai canoni moderni di bellezza. Non sono alta, non sono formosa, non ho un viso particolarmente bello e (dammit) ho il sorriso e le sopracciglia leggermente asimmetrici.
Dopo aver pensato tutto ciò, mi sono detta: e quindi?
Perché diamo tanta importanza alla bellezza e all'aspetto fisico?
Perché le ragazze sentono l'esigenza di depilarsi le braccia e truccarsi e vestirsi carine?
Io non mi trucco; lo faccio solo due volte l'anno, in occasione delle repliche del saggio di teatro, ma penso che dopo questo giugno perderò definitivamente l'abitudine (se di abitudine si può parlare).
Non mi trucco per tre ragioni: mi fa schifo la sensazione del trucco sul viso, con il trucco addosso non mi sento me stessa (è come se stessi mentendo agli altri su chi sono) e non voglio essere bella.
A me non interessa scientemente piacere.
Se non mi trucco sto più comoda e non c'è domanda fastidiosa o commento noncurante che tenga.
Mi dicono che truccata sto meglio e che dovrei farlo più spesso, ma io lo trovo assurdo. Perché dovrei "stare meglio"? Perché dovrei compiacere la vista altrui? E poi, fra l'altro, truccata sono io che non mi piaccio (come dicevo, questione d'abitudine).
Tralasciando il mio caso, la verità è che alla gente piace piacere.
L'aspetto fisico è la nostra interfaccia con il resto del mondo, e pensiamo che essere ben vestiti e belli faccia una buona impressione. Potrà anche essere vero, eppure c'è, in questo, una sorta di accontentarsi di essere presi per ciò che si mostra.
E anche le persone che dicono di truccarsi per gratificazione personale mi sanno tanto di insoddisfazione rispetto a se stesse e al proprio corpo senza trucco.
Magari mi sbaglio, comunque.
Però onestamente preferisco cercare il Bello altrove rispetto al corpo.

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