martedì 9 settembre 2014

a G, questo è per non averti detto del blog - of farewells and welcomes

Domani comincio l'ultimo anno di liceo.
Sono mesi che penso a come sarà, sia quest'anno che il futuro.
Quello che so per certo è che andrò a studiare fuori, e che molto probabilmente si tratterà di biologia o (nel caso non rientri nelle graduatorie dopo il test) chimica. Comunque una materia scientifica, quasi di sicuro.
Sono stata all'open day della Sapienza (ciao, se c'eravate) e mi è piaciuta parecchio. Penso di andare lì.
A parte queste poche certezze (?) non so nulla di cosa succederà, e la cosa mi spaventa più di quanto non mi ecciti.
Mi aspetto un sacco di stranezza dovuta al fatto che per il primo anno di scuola da sempre non seguirò l'ora di religione cattolica; mi aspetto un sacco di ansia, anche a causa di tutti i professori che cambieremo; mi aspetto esami terrificanti a livello di terza prova e di italiano ma tranquillissimi per tutto il resto.
Soprattutto, mi aspetto tanta nostalgia. Dicono tutti che uno apprezza il liceo e l'adolescenza solo dopo, ma per me non è così. Non so se sia successo a forza di sentirmi dire che questi sono gli anni più belli, ma ci credo veramente.
Credo che non mi capiterà mai più di poter passare tanto tempo con le mie migliori amiche, credo che non sarà semplice abituarmi a vivere in un'altra città, con un altro sistema scolastico, senza le persone che conosco da almeno cinque anni.
In questo momento sono davvero felice di avere ancora un intero anno per sentire davvero sulla pelle tutte le cose belle, quelle che mi mancheranno di più quando non ce le avrò.
Sono felice, sì, davvero felice della mia vita che è un posto meraviglioso e pieno di persone che amo; felice delle esperienze che ho fatto, solo un po' timorosa rispetto a quelle che farò.
Il cambiamento è una cosa che mi spaventa tantissimo e mi domando quanto sia necessario, se ci sia un modo di dribblarlo... mi sento ancora la quattordicenne che ha aperto un blog, per quanti quiz della patente io possa fare, per quanto io possa imparare dall'amore, per quante faccende di casa mi siano state insegnate*, e non mi sento per niente pronta per affrontare una vita con le mie sole forze.
So che devo semplicemente affrontare una cosa per volta, ma è davvero strano fare i conti con la nostalgia per una cosa che hai ancora.

A tutti i miei lettori di stasera, comunque, lascio un messaggio di passione e meraviglia.
Avete un tablet, un Kindle, uno smartphone o un iPhone? Scaricatevi l'applicazione TED conferences (consigliata da Anam prima di tutto u.u), guardate qualche video. Lasciatevi sorprendere dalla speranza e dalla compresione. Sentitevi capiti, apprezzati, fiduciosi.
Se proprio devo tuffarmi nel futuro, spero di farlo in un mondo altrettanto bello e pieno delle stesse bellissime persone che lo hanno riempito finora.


*però non so cucinare. Oggi ho fatto una frittata talmente grigiastra e pessima e cruda che per poco non mi veniva da vomitare.
Oh be', non posso essere brava in tutto (anche se non mi dispiacerebbe non morire di intossicazione alimentare quando andrò all'università).

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