venerdì 3 novembre 2017

growing up

Da qualche mese tornare a Roma non è più lo schiacciante peso sul petto che era prima, vuoi perché ho qualcuno a cui voglio bene da cui tornare, vuoi perché il centro di gravità della mia vita ha finito per spostarsi, vuoi perché ho finalmente smesso di sentirmi ancorata ad un luogo per essere serena.
Quindi finalmente posso fare un computo delle ricchezze che gli ultimi due anni hanno portato nella mia vita.

1. Ho iniziato a mangiare di tutto. Prima il mio menu era molto limitato, adesso mangio praticamente tutto, con poche eccezioni che però non sono dettate dal non conoscere il sapore delle pietanze quanto piuttosto dal fatto che posso affermare con cognizione di causa che non mi piacciono.
2. Ho iniziato a cucinare. Nel momento in cui la forza maggiore ti costringe a procacciarti il pranzo e la cena, devi diventare per forza bravo, e non ci sono carenze di tempo o di voglia che tengano contro la pancia che strilla a squarciagola (anche se qualche volta lattina di mais + scatoletta di tonno ci scappa ancora).
3. Sono diventata efficiente nelle faccende di casa. Le facevo pure prima, però dover ottimizzare i tempi per studiare prima o dopo ti costringe a mettere su una certa organizzazione e a tirare fuori la grinta. I mal di schiena per trascinare l'aspirapolvere però mi vengono ancora.
4. Ho iniziato a comprarmi vestiti che mi piacessero. E' sempre un po' un dolore sacrificare un libro per un maglione o una gonna, però è anche bello aprire l'armadio e poter pescare quella felpa super calda e comoda. I libri non ti scaldano d'inverno e non ti coprono le nudità d'estate.
5. E' ovvio che ho guadagnato in indipendenza? Faccio come mi pare. Invito amici a casa. Ho avuto un gatto per diversi mesi. Ho scoperto la coppetta mestruale. Cose.
6. Non so se sia stato o meno un effetto collaterale del vivere qui, ma ho iniziato ad impormi per guidare.
7. Per chi mi ha letta un po' di recente, avrete tutti capito benissimo che il mio percorso è stato - ed è - costellato di fallimenti, ma che questa non è necessariamente una cosa negativa - con tutti i contrattempi del caso. In effetti, fallire è utile per imparare, e ti insegna che l'importante non è cadere dieci volte ma rialzarsi tutte e dieci (mi pare di aver sentito una versione di questa frase con "l'importante è rialzarsi undici", e il mio animo logico ne ha pianto). In più ormai ho capito che se mi metto in testa un obiettivo, è solo questione di tempo prima che io lo raggiunga, e il resto sono chiacchiere da bar.
8. Ho trovato un equilibrio salutare; fare ginnastica quanto più posso, leggere molto, stare poco al computer, cercare di studiare con metodo e volta per volta, coltivare le amicizie e farsi un po' più avanti nel mondo.
9. Anche se ho preso dieci chili da quando sono qui, da quando faccio ginnastica ne ho anche tolti già due, e comunque sono diventata più snella perché ho tolto grasso e messo muscoli. Riesco a fare i piegamenti!!! Magari sembra banale e vanesio che io insista sul dimagrimento e sulla ginnastica in continuazione, come se il mio unico scopo fosse diventare figa - cosa che non succederà mai. In realtà il punto è più profondo; è che per la prima volta in vent'anni sono io che plasmo il mio corpo e non viceversa, per la prima volta sono entusiasta dei piccoli cambiamenti, per la prima volta non sono più propensa a guardare le cifre sulla bilancia con senso di colpa ma con speranza, per la prima volta sono io - e non la società - a decidere quanto sono bella e quanto ancora posso diventarlo.

Per ora non mi viene in mente altro, ma già questo mi sembra un bilancio nettamente positivo, e credo che con lo sguardo giusto sul futuro mi attendano altre meraviglie.